La guerra in Libia è cominciata. Da giorni Tripoli e le altre principali città sono sottoposte a bombardamenti da parte di Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, con il supporto dell'Italia. L'intervento è stato leggittimato da una risoluzione dell'Onu, sulla base della necessità di proteggere i civili" dal colonello Gheddafì. Ma come ci insegnano "dieci anni di guerre per la democrazia", dall'Afghanistan all'Iraq, la prima vittima di ogni guerra è la verità. Proviamo a porci delle semplice domande: è mai successo che le grandi potenze siano le paladine degli interessi dei popoli oppressi? Gli interessi verso la Libia, sono per il suo popolo o per il suo petrolio?Attraverso quale strano genere di bombardamenti si possono proteggere i civili? Invece che difendere gli opressi con un intervento militare imperialista non si vuole forse terrorizzare i popoli arabi, deviando lo sviluppo delle rivoluzioni?
Ne discutiamo alla riunione settimanale del collettivo autunno caldo,
giovedì 31 marzo h 17,00, via zamboni 38, auletta studenti (piano terra, in fondo a sinistra).

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